“Prima il teatro Valle, poi l’Eliseo, adesso il Globe theatre di Villa Borghese. Nella città dell’arte e della storia, la cultura sembra non avere più posto”.  Così i segretari generali della UIL Lazio e della UILCom,  Alberto Civica e Maurizio Lepri, in merito alla possibile chiusura del teatro voluto da Gigi Proietti venti anni fa.

“Un panorama desolante – prosegue Civica – che ha visto la Capitale d’Italia rinunciare a molti suoi luoghi simbolo: teatri, cinema, librerie. Basti pensare alle alterne vicende del cinema America, alla chiusura della Feltrinelli della galleria Colonna. Solo per citarne alcune. Una battaglia che ha come vittima assoluta la cultura in tutte le sue manifestazioni. E poi facciamo campagne per promuovere il cinema italiano, sponsorizziamo eventi e lamentiamo la scarsa partecipazione dei cittadini. Ma come si possono coinvolgere le persone se abbassiamo le serrante dei luoghi di cultura. Se non obiettiamo all’ennesimo fast food che prende piede nelle sedi storiche? Se permettiamo che una manutenzione diventi abbattimento per mancanza di fondi? È da un anno che il Globe è chiuso per motivi di sicurezza. E dopo un anno cosa si fa? Si opta per la distruzione di un simbolo del teatro elisabettiano nel cuore di Roma. L’unico esistente tra l’altro. La cultura non è solo un bene ad uso personale. La cultura è fonte di economia, di investimento, di turismo. Non ci sono soltanto i Fori, il Colosseo e piazza di Spagna. Una Capitale è tale anche per l’offerta culturale che riesce a proporre, per l’alternativa serale alla solita pizza e birra. E non dimentichiamo che chiudere i teatri o i cinema significa anche perdita di posti di lavoro. Non solo per attori e compagnie, ma maestranze e dipendenti vari. E Roma non ha certo bisogno di nuovi disoccupati”.