Salva Roma. Salvini non dimentichi che Roma è la Capitale d’Italia

“Si discute ancora del decreto Salva Roma? È assurdo quanto sta accadendo. Non si può paragonare il debito e la situazione di Roma agli altri comuni italiani. La Capitale rappresenta e deve rappresentare un caso a parte. Così come avviene per le altre Capitali europee. Aspettiamo di vedere gli emendamenti del cosiddetto Salva tutti, perché come sostiene la sindaca Raggi non è certo il nome che conta, ma non è ammissibile che la Lega continui a ragionare in questi termini”.  Così il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica, in merito all’ipotesi di uno stralcio da parte della Lega del cosiddetto Salva Roma e delle novità delle ultime ore che sarebbero introdotte con il decreto Salva tutti.

“Il ministro Salvini e anche il ministro Di Maio dovrebbero sapere che il debito di Roma è frutto anche di vecchie politiche e di personaggi che romani non sono – prosegue Civica – E allora perché dovrebbero essere i cittadini della Capitale a risanare ancora una volta colpe altrui? I romani già pagano le tasse più alte del Paese a fronte di servizi sempre più scadenti. Cosa dovrebbero fare adesso? Mettere nuovamente mano al portafoglio? E perché per la Capitale non vengono previsti fondi aggiuntivi? Inoltre, per gli altri Comuni, di cui parla Salvini, è prevista la possibilità di rinegoziare i mutui o avranno anche finanziamenti? Ricordiamo che il debito del Campidoglio presso la Cassa deposito e prestiti ha un tasso del 5%. Tasso che qualsiasi cittadino con una banca privata avrebbe ovviamente già rinegoziato”.

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