“Di quale qualità dell’occupazione parlano le istituzioni e le parti datoriali durante gli incontri pubblici? Quando in sanità si parla di incremento ma non si assume neanche di un dipendente, dove sta l’incremento? E quando si fanno gli incontri sugli appalti in cui tutte le parti coinvolte si dicono d’accordo, ma poi appena si parla di contrattazione col sindacato si defilano tutti, dove sono l’accordo e la condivisione?”. Esordisce con una serie di domande il segretario generale della UIL LAZIO, Alberto Civica, al 18 Congresso Feneal Uil in corso presso il DNB House Hotel di via Cavour a Roma.
“Bisogna recuperare la coerenza – prosegue Civica – quella che la politica spesso ha smarrito, producendo disinteresse, rassegnazione, allontanamento da un mondo che i cittadini vedono sempre più distante. E comprensibilmente. Basti pensare alle battaglie fatte dal sindacato per l’internalizzazione di Multiservizi. Quattro anni di battaglie in cui l’allora opposizione capitolina si è sempre schierata al nostro fianco. E adesso? Adesso che quella stessa opposizione è diventata maggioranza, Multiservizi non può più essere salvata. È questo che non va. L’enorme distanza tra quanto promesso, quanto viene detto e quanto poi si realizza”.
“Dobbiamo riuscire a rimettere in campo azioni concrete a favore dei lavoratori – prosegue Civica – La forza del più forte a vantaggio del più debole. Il precario ad esempio ha bisogno del sostegno del lavoratore a tempo indeterminato. Anche perché le conquiste non riguardano soltanto un settore ma tutto il mondo del lavoro”.
“Nel Lazio c’è un sommerso di miliardi di euro con una circolarità che rende ardua qualsiasi tracciabilità. Dietro tutto questo si celano ovviamente lavoro nero e morti sul lavoro di cui a volte nemmeno abbiamo notizia. Ma se si controllassero i profitti di un’azienda si potrebbe facilmente risalire al numero di dipendenti. Se uno stabilimento balneare di Ostia ha 200 lettini e sdraio, il lavoratore non può essere uno solo. Se un cantiere procede spedito nella realizzazione dell’opera, i dipendenti non possono essere uno o due. Quindi cerchiamo di snellire la burocrazia, ma facciamo i controlli. E facciamoli realmente, senza avvisare prima”.