“Serve subito una legge per affrontare e superare le emergenze e per dare finalmente una risposta al precariato. La scuola, non verrà sottolineato ai abbastanza, svolge una funzione fondamentale, costituzionalmente garantita e merita una guida responsabile e democratica, aperta al dialogo e al confronto con le parti sociali e con l’intero Parlamento”. Così i segretari generali della Uil Lazio e della Uil Scuola Lazio, Alberto Civica e Saverio Pantuso.
“La Ministra Azzolina ha per l’ennesima volta rifiutato qualsiasi confronto, anche parlamentare – proseguono i sindacalisti – Mentre è proprio sul confronto che dovrebbe basarsi qualsiasi procedura, soprattutto se relativa al mondo della scuola e dell’istruzione, presente e futuro. Agire in continuità, significa valorizzare il lavoro dei docenti e degli ATA che hanno dimostrato di dare al sistema linfa vitale, anche attraverso l’innovazione digitale, messa in atto anche in mancanza di strumenti. Bisognerebbe mantenere inalterata, per quanto possibile e nel rispetto dei diritti di tutti, la struttura organizzativa di questo anno scolastico, considerando il prossimo come continuazione di questo. Ciò significa approvare una legge che mantenga sostanzialmente l’attuale livello organizzativo, con il minimo di spostamenti e con la stabilizzazione dei precari, contemperando anche i diritti di chi ha già svolto la metà di alcune procedure concorsuali ordinarie già avviate le cui prove orali, attendono di essere espletate da mesi, e potrebbero essere tenute anche a distanza. Occorre confermare tutto il personale al posto attualmente occupato, per mettere le scuole in grado di funzionare già dal prossimo 1 settembre, salvaguardando la continuità degli alunni.
Il concorso straordinario per la stabilizzazione dei 24.000 docenti riguarda tutti quei precari che da anni rendono possibile la didattica nelle scuole statali italiane e che rappresentano un punto di riferimento per altrettanti alunni e famiglie. Anche in considerazione dell’emergenza sanitaria, tutte le organizzazione sindacali e da qualche giorno anche molti esponenti politici, sia di maggioranza che di opposizione, chiedono a gran voce che il reclutamento avvenga attraverso la valutazione dei soli titoli di studio e di servizio eliminando la prevista prova computer based C.D. “a crocette”. Forse la titolare del Dicastero dell’Istruzione ha nostalgia, stante la sospensione in periodo di Covid, del lotto e del Superenalotto? I diktat – concludono Civica e Pantuso – non sono consentiti a nessuno e ancor meno l’incoerenza e la mancanza di realismo. Non serve l’ennesima passerella di sterili e altalenanti proclami ma è necessario un dibattito politico e sindacale costruttivo, serio e democratico, al fine di trovare una soluzione concreta nel rispetto dei diritti costituzionali per la tutela della scuola statale”.