A Roma rischi sanitari. Tamponare subito emergenza rifiuti

Cassonetti stracolmi, decoro inesistente e soprattutto rischio per la salute dei cittadini, in particolare dei più piccoli e dei soggetti più deboli, come gli anziani, ma anche le persone con difese immunitarie ridotte. È questa la situazione in cui si trova la Capitale, sempre più invasa dai rifiuti che, con le elevate temperature di questi ultimi giorni, si decompongono rapidamente, creando situazioni di allarme.

La denuncia è della Uil del Lazio cui sono giunte numerose denunce da parte dei cittadini, preoccupati per la situazione igienico sanitaria della città e per eventuali ricadute sulla salute pubblica, dei bambini in particolare. Molti rifiuti infatti si trovano a ridosso degli asili, nei parchi pubblici o vicino le scuole ancora frequentate non solo dagli studenti alle prese con gli esami ma anche da chi ha già cominciato i centri estivi.

“Abbiamo contattato l’ordine dei medici e l’associazione dei pediatri – commenta il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – proprio per riuscire a fornire noi stessi qualche risposta certa a chi ci interpella. Ma purtroppo le risposte non sono rassicuranti come vorremmo. Ci siamo rivolti anche al Ministero della Salute ma senza ricevere alcuna risposta. Almeno finora”. I pediatri di famiglia infatti parlano di rischi concreti che vanno dalle gastroenteriti, alle dermatiti a problemi più seri in caso di contatto con i topi che stanno invadendo soprattutto i parchi cittadini. Cui si aggiunge il rischio esalazioni tossiche nel caso di cassonetti dati alle fiamme. Esalazioni che peggiorano lo stato delle malattie respiratorie, dell’asma e di tutte le patologie strettamente connesse all’inquinamento ambientale.

“In più- spiega alla Uil LAZIO Teresa Rongai, della Federazione italiana medici pediatri – assistiamo a una prolificazione di zecche e blatte e anche queste sono portatrici di malattie. Se poi consideriamo che i bambini tendono a toccare ogni cosa con le mani e che le mani sono il primo veicolo di trasmissione di infezioni, per stare tranquilli dovremmo consigliare ai genitori di tenere i bambini in casa. Ciò ovviamente è improponibile”. Consiglia l’utilizzo dei guanti monouso il presidente dell’ordine dei medici, Antonio Magi che parla di situazione di pre allarme da monitorare costantemente perché – spiega – “il caldo accelera la moltiplicazione dei batteri e anche il cattivo odore che percepiamo ne e’ una conferma, perché causato proprio dai batteri”. La situazione non cambia a ridosso degli studi medici, “dove- racconta la pediatra Laura Reali – i genitori sono costretti a fare lo slalom con i passeggini tra i rifiuti per accedere e sarebbe auspicabile non attendere l’incidente per intervenire, come purtroppo accade spesso nel nostro Paese”. Il riferimento va a un poliambulatorio della Balduina, ma la situazione è identica sulla Cassia, l’Aurelia, in zona Nomentana da dove sono arrivate alla Uil le foto di immondizia sparsa davanti ai cancelli di una scuola materna.

La soluzione? “Una corretta pulizia della città ovviamente – risponde il segretario regionale della Uil Lazio, Giuliano Sciotti – che preveda almeno per questo periodo di emergenza una stretta collaborazione tra Ama e cittadini cui dovrebbero essere indicati dei giorni specifici in cui gettare i rifiuti, evitando così l’accumulo che vediamo un po’ ovunque. Inoltre sarebbe auspicabile che Ama dipendesse direttamente dai municipi che hanno una maggiore conoscenza del territorio e delle priorità. E ovviamente puntare sull’impiantistica, al momento inesistente o quasi. Per velocizzare i tempi ed evitare che il rischio sanitario si tramuti in emergenza, si potrebbero utilizzare per i rifiuti urbani almeno temporaneamente le discariche dedicate ai rifiuti speciali e avviare una seria programmazione, visto che ignoriamo persino quali siano il piano rifiuti del Comune e la strategia di Ama”.

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