Rottamazioni bloccate nella Capitale. In molti senza lavoro

Vietato rottamare la macchina nella Capitale. Per farlo, occorre andare in provincia o fuori regione. Questo quanto sta accadendo a Roma dallo scorso mese di luglio, da quando cioè è scaduta l’autorizzazione per i 105 autodemolitori regolari presenti in città da oltre trenta anni. Nel frattempo, però continuano ad operare i circa 50 autodemolitori abusivi che lavorano anch’essi da decenni senza alcuna concessione. Questa la denuncia lanciata dalla Uil del Lazio che ha raccolto le proteste degli oltre 400 tra dipendenti e imprenditori rimasti senza lavoro.

“A questi si aggiungono tutti i lavoratori delle ditte che gravitano intorno al sistema delle rottamazioni – raccontano – basti pensare alle ditte che si occupano dello smaltimento, alle concessionarie, ai consulenti, al mondo del soccorso stradale. Tutto fermo a Roma da ormai sei mesi. Mesi interminabili per chi è improvvisamente senza lavoro. La sindaca Raggi aveva rinnovato l’autorizzazione lo scorso febbraio per sei mesi, ma dalla scadenza nessuna risposta. Abbiamo sempre lavorato con concessioni temporanee, rinnovate ogni sei mesi o ogni anno, ma rinnovate. Adesso il nulla. Abbiamo fatto ricorso al Tar, anche perché non ci è stata offerta alcuna alternativa e a Roma ormai ci sono solo gli abusivi”.

Sono oltre trecento al momento gli operai licenziati, in attesa della Naspi, cui si aggiungono gli oltre cento imprenditori che lo scorso anno avevano fatto eseguire presso i propri siti una serie di lavori di manutenzione e ammodernamento come richiesto dal Campidoglio.

“Un’altra situazione in cui il non fare, il non voler procedere ha ulteriormente penalizzato i lavoratori e i cittadini – commenta il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – per legge, è necessario demolire le autovetture presso l’autodemolitore più vicino. I romani però non potranno farlo. E a Roma, stando ai dati, si demoliscono circa 500 vetture al giorno. Dove? Fuori comune o, ancora peggio, presso gli abusivi? Per assurdo, le annunciate modifiche di una migliore gestione e regolarizzazione del sistema stanno invece favorendo chi lavora in nero e penalizzando ancora una volta lavoratori e cittadini. Oltre che favorire un ulteriore degrado. Dove bisognerà lasciare i pezzi di ricambio delle macchine non funzionanti? Sarà necessario arrivare a Rieti o a Viterbo? Nel frattempo, il Campidoglio cosa sta facendo? Vorremmo almeno delle risposte da poter dare ai tanti lavoratori che chiedono giustamente cosa ne sarà di loro”.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *