Regionalismo differenziato. Più autonomia per il Lazio?

di Paolo Dominici, segretario regionale Uil Lazio

Il 6 Giugno ultimo scorso Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato un ordine del giorno sottoscritto dai due consiglieri del gruppo Misto, Enrico Cavallari e Giuseppe Cangemi, e dal consigliere Sergio Pirozzi, capogruppo dell’omonima lista. Tre dei tredici consiglieri di opposizione poi con la loro astensione hanno consentito l’approvazione della manovra di bilancio, che impegna il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ad avviare “il negoziato con il Governo ai fini dell’intesa prevista dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione” per “costituire una commissione paritetica Stato-Regione per determinare risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie all’esercizio di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia da trasferire e assegnare dallo Stato alla Regione” e in particolare “a conferire alla Regione ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa e legislativa in materie come il lavoro, l’istruzione, la salute, la tutela dell’ambiente, l’ecosistema e il governo del territorio”.

E ancora “consentire una programmazione certa di sviluppo e investimenti, determinando in modo congiunto le modalità per assegnare le risorse da fondi finalizzati allo sviluppo infrastrutturale del Paese”, “rafforzare la partecipazione del Lazio alla formazione degli atti comunitari e all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Ue, in particolare per le materie che sono oggetti di autonomia differenziata di cui all’articolo 116 della Costituzione. Il tutto nel rispetto delle norme di procedura stabilite dalla legge dello Stato che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza”.

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