“Queste azioni unilaterali celano riorganizzazioni striscianti: infatti, non si comprendono le motivazioni per cui alcune navette effettuano corse in orari in cui non sono previste turnazioni o in cui i lavoratori di Fiumicino non sono presenti”. Così i segretari Stefano Cardinali e Stefano Angelini che da mesi denunciano i disagi causati dalla privatizzazione di Poste Italiane.
“In una città già fortemente provata dal traffico, dall’inquinamento e dal Giubileo – proseguono i due sindacalisti – far circolare inutilmente dei mezzi rappresenta uno spreco che riteniamo inaccettabile per l’intera cittadinanza. Chiediamo pertanto un’ottimizzazione del servizio, ripristinando alcune fermate strategiche che permettano ai lavoratori di raggiungere agevolmente il proprio posto di lavoro. Riteniamo inoltre necessario spostare alcune fermate attualmente situate in zone ad alto rischio. Bisogna fermare le scelte scellerate che Poste Italiane sta portando avanti con gli accordi separati che peggiorano le condizioni di vita di chi lavora e mette a rischio il servizio universale”.
Dello stesso avviso i segretari generali di Cgil e Uil regionali, Natale Di Cola e Alberto Civica, che hanno espresso la propria solidarietà ai lavoratori di Poste Spa e chiesto il mantenimento degli attuali servizi. “Siamo a fianco delle lavoratrici e lavoratori del Centro di Smistamento di Fiumicino colpiti da scelte unilaterali e poco comprensibili da parte di Poste Italiane, che si adoperano per rendere più difficile la loro vita – aggiunge Donatella Onofri, segretaria generale Cgil Roma centro ovest litoranea – Chiediamo l’apertura di un tavolo per ripristinare un servizio adeguato e non gravare sul già difficile siatema viario di quel territorio”.