“La Ryder cup è sicuramente un evento importante per la nostra città. Importante per la visibilità, per lo sport, per l’economia cittadina. È uno di quei grandi eventi che dovremmo sempre incentivare e sostenere. Ma c’è un ma. Ogni evento necessita di una regia precisa e puntuale da parte delle amministrazioni coinvolte. In modo da valorizzare l’iniziativa senza penalizzare lavoratori e cittadini. Né ovviamente chiedere loro di rimanere in casa, come ha suggerito il sindaco di Guidonia”. Così in una nota la Uil Lazio

“Roma in questi ultimi giorni è già prigioniera di se stessa per via dei lavori pre giubilari – prosegue la nota – La ryder cup va ad appesantire un traffico già insostenibile. Non solo quello privato ma anche il trasporto pubblico, costretto a costanti deviazioni e slalom tra cantieri e strade chiuse. Non si sarebbe potuto programmare prima una gestione differente e più snella? Che la manifestazione sportiva si sarebbe svolta nella nostra città è cosa nota dal 2015, ma al solito si attende l’emergenza per agire. Inoltre la ricchezza generata dall’evento non viene equamente ripartita tra i lavoratori, ne’ tanto meno tra i cittadini che lamentano soltanto un ulteriore disagio nella mobilità. E c’è anche da considerare la chiusura della metro B1, ufficialmente per manutenzione sulla tratta, ma che non escludiamo sia un pretesto per garantire la frequenza regolare dei treni tra Laurentina e Rebibbia. Così come sono stati appositamente stipulati accordi con i tassisti affinché prolunghino le corse fino a Guidonia come se fosse territorio di Roma o addirittura istallata una nuova cartellonistica stradale con corsie dedicate alle Ryder Cup”.

“Ben vengano le kermesse internazionali  e anche l’inaugurazione del raddoppio della Tiburtina che finalmente vede la luce dopo 19 anni – prosegue la Uil  – ma chiediamo all’amministrazione comunale che possa vigilare sul rispetto dei contratti di lavoro, delle norme di sicurezza e che, anche per eventi futuri, si possano prevedere e gestire in tempo i disagi per la popolazione che non può continuare a essere costantemente penalizzata da ogni piccolo o grande evento che si svolge sul proprio territorio. Inoltre, non possiamo non ribadire che servono investimenti infrastrutturali concreti, da programmare e realizzare in tempi rapidi per evitare di arrivare sempre in ritardo e migliorare la precaria qualità di vita dei cittadini di una Capitale che la stessa Banca d’Italia colloca in fondo alla classifica per indicatori di produttività e qualità del lavoro”.