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Violenza donne. Bene Boldrini. Adesso azioni concrete

Violenza donne. Bene Boldrini. Adesso azioni concrete

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“Oltre 3000 donne vittime di violenza e 114 uccise soltanto negli ultimi dieci mesi. Una vera strage, un crimine contro l’umanità l’ha definito qualcuno. Una strage che purtroppo non conosce fine e che continua ad essere alimentata da un sistema culturale maschilista duro a morire. Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. È il diciottesimo anno dalla sua istituzione, ma uno dei pochi in cui questa Giornata viene inserita nei calendari istituzionali del nostro Paese e finalmente se ne parla in modo diffuso, riconoscendone la drammaticità pubblicamente. La presidente della Camera Boldrini accoglie oggi 1.400 donne tra istituzioni, sindacati, forze dell’ordine, operatrici, vittime, cui partecipa anche una nostra delegazione. Un modo per cercare di rompere quel sile
Dipendenti alle prese con doppi turni. #CambiaIkea

Dipendenti alle prese con doppi turni. #CambiaIkea

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Arredi, design, suppellettili innovativi e a costo contenuto. Significa tutto questo il marchio Ikea, il colosso svedese che spopola in tutta Europa. Un marchio che ha basato sul fai da te e la collaborazione dipendente -cliente il proprio successo. “Non certo su quella dipendente - azienda - commenta il segretario generale della UilTucs regionale, Giuliana Baldini - che nel corso degli anni è andato sempre più scemando, al punto che oggi i lavoratori si ritrovano non solo a dover fare doppi turni e cambi reparto senza preavviso, ma anche a non essere ascoltati nei loro diritti. E’ a tutto questo che la Uil, insieme a loro, dice basta. Perché non è possibile evitare il dialogo e il confronto con chi nei punti vendita ci lavora ogni giorno e ha contribuito alla crescita di un marchio in
Incedio sede Pd a Ostia messaggio intollerabile

Incedio sede Pd a Ostia messaggio intollerabile

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“Un altro atto di violenza a Ostia. Non è assolutamente concepibile che nel giorno della manifestazione organizzata da Libera e dall’Fnsi contro le tutte le mafie, venga incendiato l’ingresso di una sede politica. Sono messaggi fascisti non tollerabili in una società civile da cui non bisogna soltanto prendere le ovvie distanze ma che vanno condannati con fermezza e decisione in ogni sede. Ostia, Roma necessitano di indicazioni chiare come quelle giunte dalle partecipate manifestazioni ideate dopo l’aggressione al giornalista di Nemo, necessitano di amministratori seri, di trasparenza e di una legalità non solo sbandierata a parole ma applicata quotidianamente nei fatti e chiunque sarà il nuovo presidente del X municipio dovrà impegnarsi sin da subito in tal senso”. Lo afferma il segre
Lo sfratto alla Casa delle donne è schiaffo all’antiviolenza

Lo sfratto alla Casa delle donne è schiaffo all’antiviolenza

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“Un altro schiaffo alla forza e al coraggio delle donne. In un momento in cui più che mai bisognerebbe potenziare il welfare e il sostegno alle donne vittime di violenza, riconoscere la creatività e l’intraprendenza di chi è riuscita a farcela da sola, ecco che arriva lo sfratto per la Casa Internazionale delle Donne, luogo simbolo da decenni dell’antiviolenza e della cultura. Una Casa che dopo anni di battaglie ha ottenuto il suo giusto riconoscimento del 1992 quando il progetto il Progetto è stato elencato tra le opere di Roma Capitale e approvato dal Comune stesso. E’ così che La Casa Internazionale delle Donne è diventata quell’organismo autonomo preposto a valorizzare la politica delle donne, offrire servizi e consulenze, è da qui che è partita la lunga avventura che l’ha vista se
Vite in sospeso nel carcere femminile di Rebbia, in attesa di lavoro e libertà

Vite in sospeso nel carcere femminile di Rebbia, in attesa di lavoro e libertà

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Con il 6,4% è il Lazio la regione con il più alto numero di donne detenute, contro una media nazionale del 4,2%. Donne suddivise tra le quattro strutture penitenziarie femminili della regione: le case circondariali di Rebibbia, di Civitavecchia, di Latina e la Casa di reclusione di Paliano. Strutture che ospitano nel complesso 402 detenute, pari al 17,6% della popolazione carceraria femminile italiana. Questi alcuni dati realizzati ed elaborati dalla Uil di Roma e del Lazio, in collaborazione con l’istituto di ricerca Eures, relativamente alla situazione carceraria delle detenute della regione, in occasione del convegno “Vite in sospeso” organizzato dal sindacato regionale all’interno del carcere di Rebibbia. Sono 203 le donne straniere (199 le italiane) presenti nelle strutture
Violenza sessuale. Un 2016 da dimenticare: solo a Roma 352 casi

Violenza sessuale. Un 2016 da dimenticare: solo a Roma 352 casi

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Mentre i reati in generale calano sia nel nostro Paese, sia nel Lazio, le violenze invece aumentano, raggiungendo nel 2016 un picco del più 9% nella sola Capitale, contro una media nazionale del più 1,2%. E’ proprio la Capitale a detenere il triste primato regionale con 352 casi di violenza sessuale registrati nel 2016, contro i 323 dell’anno precedente, mentre su base regionale l’incremento è del 7%: si è passati infatti da 399 casi nel 2015 a 427 lo scorso anno. Questa l’elaborazione della Uil di Roma e del Lazio in collaborazione con l’Eures sulla base dei dati del Ministero dell’Interno. “Dati che evidenziano quanto il problema delle violenze sia purtroppo all’ordine del giorno, anche se spesso sottovalutato - commenta il segretario generale della Uil regionale, Alberto Civica -
Più attenzione all’assistenza scolastica di Ostia

Più attenzione all’assistenza scolastica di Ostia

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  “Non si comprende perché nel X municipio si stia verificando per la quarta volta un gioco al massacro sulla pelle dei più deboli, in questo caso i bambini disabili che non riescono ad avere una continuità educativa e assistono impotenti all’avvicendarsi di vari educatori (aec) che si alternano da una sede all’altra”. Così il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica. “Le categorie della funzione pubblica hanno più volte sollevato il problema - prosegue Civica - cercando di sensibilizzare l’assessorato ai servizi sociali del municipio che negli ultimi due anni però ha proseguito sulla stessa scia, gettando nello sconforto i ragazzi, ma anche le loro famiglie e gli stessi operatori, impossibilitati così a creare quel rapporto fiduciario indisp