Diminuiscono i femminicidi nel Lazio in controtendenza con il resto del Paese dove nei primi dieci mesi del 2025 si registra un incremento dei casi, con Lombardia e Campania in testa. Rimane la cerchia familiare quella maggiormente interessata ma, a differenza di prima, l’omicidio è piu spesso compiuto dall’ex coniuge o convivente e meno dall’attuale partner. E per la prima volta, sia a livello regionale sia nazionale, il numero delle straniere uccise supera quello delle italiane. Questo in sintesi quanto emerge dal dossier realizzato dalla Uil Lazio e dall’Eures in merito all’andamento degli omicidio e dei femminicidi nella nostra regione.
Sono sette le donne uccise da gennaio a ottobre 2025, pari al 33,3% dei 21 omicidi complessivamente censiti nel Lazio. Erano state 13 le donne uccise nei primi dieci mesi del 2024. Dato che risulta in controtendenza rispetto alla crescita dei casi tra gli uomini, che nello stesso periodo raddoppiano, passando da 7 a 14 (+100%), determinando un lieve incremento del numero complessivo di omicidi nel Lazio (da 20 a 21, pari a +5%).
Cinque delle sette donne sono state uccise in ambito familiare o affettivo. Di queste, tre dal partner e le altre due erano rispettivamente una figlia uccisa dal genitore e una suocera. E sempre all’interno della cerchia parentale si sono consumati tra il 2019 e il 2025 ben 59 femminicidi, pari al 72% del totale. Seguono gli omicidi riconducibili alla criminalità comune, che ammontano a 12 casi (14,6%). Dieci omicidi, corrispondenti al 12,2%, rientrano invece nei cosiddetti “omicidi di prossimità”, cioè maturati in contesti lavorativi, di vicinato o comunque all’interno di rapporti di conoscenza e un unico caso risulta ascrivibile alla criminalità organizzata (1,2%), rilevato nel 2025.
“Dati che comunque non ci rasserenano ovviamente – commenta il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica – anzi si conferma la fragilità di un sistema che sembra spesso ignorare le richieste di aiuto. Come attestano i piu recenti episodi di cronaca. E si conferma anche purtroppo il radicamento di una mentalità maschilista del possesso che rifiuta di accettare la fine della relazione o meglio la fine del proprio controllo sulla donna. È per questo che bisogna agire sin da piccoli, con l’educazione nelle scuole, ma anche con il riconoscimento paritario degli impegni e dei doveri familiari, quasi sempre a carico delle donne che sono cosi costrette a rinunciare alla propria carriera e ai propri spazi. E il mondo del lavoro non è da meno in questo, basti pensare alle retribuzioni che rimangono ancora fortemente impari tra i due sessi”.
Analizzando più nel dettaglio le dinamiche relazionali dei tre casi avvenuti in ambito di coppia nei primi dieci mesi del 2025, si osserva che in due episodi l’autore è un ex coniuge o ex partner, mentre in un caso la vittima è una moglie o convivente uccisa dal marito o convivente. Tale distribuzione — caratterizzata da una prevalenza di femminicidi agiti da ex partner — risulta in controtendenza rispetto al quadro complessivo del periodo 2019-2025, nel quale emerge invece una forte predominanza di donne uccise da mariti o conviventi (31 casi, pari al 75,6%), a fronte di 8 vittime di ex partner (19,5%). Per quanto riguarda la nazionalità delle vittime, nel 2025 si rileva per la prima volta una prevalenza di donne straniere uccise (4 casi, rispetto ai 3 relativi a vittime italiane), pari al 57,1% del totale. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, nei quali la componente italiana risultava maggioritaria. In linea con tale dinamica, e considerando i primi dieci mesi del 2024, all’interno di una marcata contrazione del fenomeno (-46,2% complessivo), il numero delle vittime straniere rimane invariato (4 casi), mentre quello delle vittime italiane subisce un significativo decremento del 66,7%, passando da 9 a 3 casi.