“L’esclusione del Lazio dalla Zona Unica speciale e’ un errore che il governo deve correggere al piu’ presto”. Lo dice Alberto Civica, segretario generale della Uil del Lazio. “Nei giorni scorsi – ricorda Civica – il Consiglio dei ministri ha infatti approvato la Zes, inserendo anche Umbria e Marche tra le aree del Paese che potranno godere di agevolazioni fiscali e normative utili ad attrarre investimenti. Da questa possibilita’ il Lazio e’ rimasto inspiegabilmente escluso, sebbene non goda di ottima salute: Rieti e Frosinone sono da tempo aree di crisi complessa, Latina e’ disseminata di siti industriali dismessi, il distretto della ceramica di Viterbo e’ quasi al collasso. Mentre Roma e’ la Capitale dei contratti a tempo determinato. Segni, questi, di una economia che non produce benessere sociale. Non a caso – conclude Civica – nei primi sei mesi del 2025 piu’ di 15milioni di ore di cassa integrazione sono state concesse alle lavoratrici e ai lavoratori della nostra regione, con un aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di 13,84 punti percentuali. Inserire anche il Lazio nella Zes offrirebbe a tutte le province uno strumento in piu’ in grado di fornire ossigeno al recente piano industriale siglato da Unindustria e Regione Lazio”.