“I dati sulla povertà diffusi dall’ISTAT e dalla Caritas sono da brividi. Soprattutto nella nostra città”. Cosi il segretario generale della Uil Lazio, Maurizio Lago.

“Se infatti il dato nazionale sulla povertà assoluta in Italia sembra lievemente migliorato rispetto al record negativo del 2024 – spiega Lago – nelle grandi città, Roma in testa, cio sembra non verificarsi. Le oltre 60 mila persone che lo scorso anno si sono rivolte alla Caritas, gli oltre 12 mila pasti erogati e le 17 mila prestazioni sanitarie negli ambulatori della Caritas sono sì un encomio per i volontari dell’associazione, ma rappresentano un fallimento sociale e politico enorme. Un fallimento delle politiche nazionali e locali che sembrano non accorgersi di quanto accade oramai quotidianamente intorno a noi e non si preoccupano ad esempio di incrementare i fondi per il sociale, la sanità e l’edilizia pubblica. Perché sono questi gli ostacoli maggiori. Non solo per chi non ha un lavoro ma anche per coloro che percepiscono uno stipendio a fine mese. Stipendi non piu in linea con il costo della vita, gli affitti l’inflazione. Non è un caso che quasi il 21% della popolazione in povertà assoluta viva in affitto. Non è un caso che molti, troppi rinuncino alle cure mediche e non possano piu permettersi i farmaci, molti dei quali sono oramai interamente a pagamento. E poi c’è una tassazione non piu sostenibile come abbiano dimostrato anche nei giorni scorsi con la divulgazione di uno studio sulla fiscalità. Non ci si rende conto che la soglia di povera assoluta non è e non puo essere la stessa ovunque. Un cittadino con 1000 euro al mese e un affitto da pagare a Roma è sicuramente un povero, cosi come lo è a Milano o Bologna. A Soriano Calabro la soglia scende quasi del 50% ci dimostrano i dati Istat. E allora perché si indugia ancora nelle polemiche sul riconoscimento di poteri speciali a Roma Capitale? È una questione di giustizia sociale, di demografia, di emergenza abitativa che ovviamente non può collocare sullo stesso piano un cittadino della Capitale e uno di un piccolo centro. Alla politica lanciamo l’appello urgente di intervenire concretamente attraverso la defiscalizzazione, il potenziamento reale della sanità pubblica, l’attenzione alle fasce più deboli, la tutela dell’infanzia e del diritto allo studio. Perche sembra quasi anacronistico ribadirlo ma i dati della Caritas ci dicono che ci sono bambini nella nostra città che non hanno i libri di testo, non possono accedere alla mensa scolastica, non hanno la connessione internet. Oltre addirittura minori denutriti e in condizioni molto precarie di salute. E questo fa male. O almeno dovrebbe far male alle nostre coscienze di esseri umani, di amministratori, di persone”.