“Poco piu di 10 mila residenti a fronte di 26.500 posti letto turistici nella zona del Tridente è quasi un paradosso che si commenta da solo. E non è l’unico della Capitale dove la pressione ricettiva nel quartiere Monti raggiunge il 146% e quella di Trastevere sfiora il 95%. Una situazione drammatica che decenni di mancate politiche per la casa, carenza strutturale di edilizia residenziale pubblica, riduzione degli investimenti, speculazione immobiliare e sottrazione di una parte del patrimonio abitativo alla residenza stabile hanno contribuito ad acuire fino ad arrivare al paradosso odierno”. Cosi i segretari regionali della Uil Lazio, Alessandra Raciti e Francesco Croce commentano i dati sull’emergenza abitativa.
Emergenza casa, servono politiche mirate
“E c’è di piu – aggiungono i sindacalisti – ci sono i 4 sfratti al giorno eseguiti nella Capitale. Ovvero 1460 l’anno. 1460 famiglie che ogni anno si ritrovano per strada o nella migliore delle ipotesi presso amici e parenti e non sanno come andare avanti con dignità. Perché la casa non è solo un bene materiale, è la propria dimensione, la propria famiglia, quell’ancora che se sganciata rischia di far crollare tutto. Come è avvenuto – e l’analogia è alquanto scontata – alla signora Maricarmen, l’anziana donna spagnola deceduta poco dopo lo sfratto dalla sua abitazione di una vita. Non vorremmo che si arrivasse a casi analoghi per far sì che la casa diventi un impegno primario nell’agenda delle istituzioni, che sì qualche timido passo avanti l’hanno fatto nel nuovo Piano casa, ma senza affrontare le cause profonde dell’emergenza abitativa che affondano in decenni di speculazione, negligenza, mancato controllo e affitti che nel frattempo lievitano mandando in crisi lavoratori, pensionati, studenti. Perché purtroppo sono sempre le categorie piu deboli a pagare il prezzo piu alto. Ed è anche questo che bisogna invertire”.
“La situazione Spagnola- proseguono Raciti e Croce – ci offre sicuramente qualche spunto di riflessione anche per via delle molte analogie con la condizione italiana: il mercato, da solo, non è in grado di garantire a tutte e tutti l’accesso a un’abitazione dignitosa e la crisi non riguarda soltanto chi non ha un tetto. Riguarda anche chi lavora e non riesce a sostenere un affitto, chi è costretto a vivere lontano dal luogo di lavoro, chi rinuncia a costruire una famiglia e chi rischia di perdere la propria casa dopo anni di difficoltà economiche”.
“La Uil è il sindacato delle persone, non possiamo certo ignorare questi dati – concludono – Al cordoglio e alla solidarietà e vicinanza ai colleghi dell’Ugt che hanno sostenuto la signora Maricarmen nella sua battaglia, dobbiamo accostare l’impegno concreto per prevenire altre tragedie e costruire risposte pubbliche capaci di proteggere chi è più esposto

