Ancora un morto sul lavoro nella Capitale.  Dopo il ragazzo deceduto un giorno fa nel centro smistamento Amazon per dinamiche ancora da chiarire, stamattina un’altra tragedia in un’officina di Casal Monastero, dove un cinquantenne ha perso la vita a seguito dell’esplosione di un camion. Altre due vite spezzate sul luogo di lavoro che si sommano ahimè al ragazzo morto all’interno del cantiere del Colosseo. Tre lavoratori in due settimane. Solo a Roma. “Tre lavoratori da aggiungere ai 50 necrologi già scritti dall’inizio dell’anno nella nostra regione – commenta il segretario generale della Uil Lazio, Maurizio Lago – dove la sterilità dei numeri ci comunica un preoccupante incremento degli incidenti mortali e anche degli infortuni e delle denunce, sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sia rispetto al panorama nazionale”.
Nel Lazio infatti gli incidenti con esito mortale sono aumentati di oltre il 12% rispetto al 2025, mentre a livello nazionale si registra una lieve flessione (-4%). È Roma a guidare la triste classifica regionale con oltre il 70% delle morti ed è di sesso maschile la maggior parte delle vittime, anche se si registra un  aumento dei decessi tra le donne lavoratrici.  “Cosa stanno attendendo i nostri governanti per intervenire concretamente e non solo con simboli e compianti? – prosegue Lago – Dove sono gli investimenti aggiuntivi per la formazione? A cosa serve piangere l’ennesima vittima, l’ennesimo giovane o padre di famiglia se poi non si agisce per far sì che il lavoro rappresenti davvero la nobiltà dell’uomo? Concetti elevati cui non fa riscontro un’altrettanto elevata politica purtroppo.
Cultura della sicurezza per noi significa investimenti concreti per la sensibilizzazione e la formazione; dignità del lavoro per noi significa anche l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro e la costituzione di una procura speciale per i reati sul lavoro, che superi la frammentazione delle indagini, la mancanza di personale specializzato e favorisca una maggiore tempestività dell’azione nel rintracciare cause e responsabili”. “La Uil continuerà la sua battaglia Zero morti sul lavoro – conclude il segretario Uil – e continuerà soprattutto a stare vicina ai lavoratori, alle aziende, alle famiglie cercando di far si che la sicurezza sul lavoro non sia soltanto una discussione o vertenza sindacale, ma un obiettivo primario per tutti. Anzi l’obiettivo”.