Sciopero nazionale martedì 3 giugno per i lavoratori di Poste Italiane che a Roma manifesteranno sotto la sede della Direzione generale in viale Europa 175-190 a partire dalle ore 9:30, alla presenza delle categorie nazionali e regionali di Slc Cgil e Uil poste, della Cgil e della Uil del Lazio. “Difendiamo il lavoro, i diritti, la dignità! Basta promesse vane”. Questo lo slogan con cui Slc Cgil e Uil poste hanno iniziato nei mesi scorsi un percorso rivendicativo con la mobilitazione della categoria, a cui si aggiunge un ricorso in sede legale per impugnare gli ultimi accordi sottoscritti da quattro Organizzazioni sindacali di categoria”. E’ quanto si legge in una nota della Cgil e della Uil Lazio e delle rispettive categorie. “Accordi lesivi della democrazia nelle relazioni sindacali – prosegue la nota – In attesa che la giustizia faccia il suo corso, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori va avanti. Le segreterie regionali di Slc-Cgil e Uil Poste Roma e Lazio aderiscono allo sciopero di tutte le prestazioni straordinarie, supplementari e aggiuntive a partire dal 3 giugno e fino al 2 luglio 2025 e sostengono lo sciopero generale nazionale proclamato dalle proprie segreterie nazionali per l’intera giornata di martedì 3 giugno 2025, rivolto a tutte le lavoratrici e i lavoratori dipendenti di Poste Italiane S.p.A. Uno sciopero necessario, di fronte a scelte aziendali che continuano a peggiorare le condizioni lavorative, a colpire la dignità professionale e a ridurre i servizi per i cittadini”.

“Noi diciamo ‘basta’ con la politica dei dividendi agli azionisti e le briciole ai dipendenti – spiegano i sindacalisti – No al lavoro povero e a Politiche Attive che mettono i lavoratori gli uni contro gli altri. No ai tagli delle zone, alla chiusura dei centri di recapito e all’ennesimo aumento dei carichi di lavoro. No al taglio degli organici e delle Sale Consulenza. Basta con i distacchi e le pressioni. No ad una riorganizzazione che non considera le necessità di chi lavora in Dto. No a tagli e risparmi che impattano sulla salute e la sicurezza dei lavoratori – prosegue la nota dei sindacati -. No a relazioni sindacali che mortificano il confronto e cancellano il dissenso. La più grande azienda del Paese deve garantire democrazia e pluralismo. No alla vendita delle quote azionarie di Poste da parte del Ministero delle Finanze. Poste deve rimanere in mano pubblica e continuare a svolgere il proprio ruolo sociale”. Pertanto la Slc-Cgil e la Uil Poste “invitano tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di Poste Italiane a partecipare compatti a questa giornata di mobilitazione, per rivendicare diritti, dignità e un futuro migliore”