“Una città di circa 1300 chilometri quadrati con un’estensione pari a sette grandi città italiane, sede della politica e del Vaticano e con una serie di eventi, manifestazioni che spesso ne ostacolano la già tartassata mobilità non può essere governata come qualsiasi altra metropoli della Penisola. È questo quanto abbiamo ribadito ieri come Uil durante l’audizione Affari Costituzionali nell’ambito dell’esame dei progetti di legge costituzionali recanti Modifiche agli articoli 114, 131 e 132 della Costituzione, concernenti l’istituzione della regione di Roma capitale della Repubblica”. Così il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica in una nota.
“Durante l’audizione – prosegue Civica – abbiamo evidenziato che per il Giubileo in corso sono stati giustamente conferiti al sindaco poteri speciali che hanno permesso la gestione ordinata di un evento di grandissima rilevanza. Ma non è ovviamente sufficiente. Il riassetto della governance del Comune di Roma deve poter mettere in condizione di governare sia l’area vasta che la città metropolitana, pertanto serve affiancare un potenziamento della qualità del decentramento amministrativo affrontando un tema su cui in questi anni il Parlamento non ha mostrato la giusta attenzione. Tanto che mentre si riapre la discussione su questo tema, il Governo Meloni con l’ultima legge di bilancio penalizza la Capitale con 135 milioni di tagli nei prossimi tre anni alla spesa corrente”.
“La Capitale – prosegue la Uil – ha necessità di una legislazione ad hoc come già avviene nelle grandi capitali europee e di poteri che diano autonomia e semplificazione alla macchina burocratica. Siamo pertanto assolutamente favorevoli ad un provvedimento di legge che modifichi in parte l’art 114 della Costituzione e che vada con ciò nella direzione di dare a Roma una piena autonomia normativa, amministrativa e finanziaria da attribuire con apposita legge costituzionale a Roma Capitale”.