Tredicesima a rischio per i 500 lavoratori del Nomentana Hospital, la struttura di riabilitazione, emodialisi e lunga degenza che si trova nel territorio di Fonte Nuova ed è finanziata al 90% dalla Regione Lazio.

Solo pochi giorni fa i dipendenti della struttura hanno appreso l’amara notizia che si va ad aggiungere ad una situazione societaria non proprio tranquilla. Lo scorso 3 dicembre infatti il consiglio d’amministrazione ha comunicato che manca liquidità, giustificando così la mancata erogazione della tredicesima mensilità come normalmente prevista da contratto. Motivo per cui Cgil Cisl Uil hanno organizzato nei giorni scorsi un presidio chiedendo a gran voce chiarezza per il futuro di tutti i lavoratori e l’erogazione della tredicesima. Presidio che segue di un anno esatto quello organizzato per la mancanza dei Tfr, quando si erano fatte più forti le voci di una crisi societaria che avrebbe cambiato il futuro della clinica. Futuro che sembra destinato a essere caratterizzato da una vendita a nuovi investitori.

“Abbiamo chiesto alla Regione di farsi parte attiva e attenta di questo passaggio – commenta Alessandro Cammino, segretario regionale Uil Fpl Roma Lazio con delega alla sanità privata – affinché, nel caso si concretizzi, vengano garantiti i livelli occupazionali e il contratto in essere con la Regione. Il Nomentana Hospital è un presidio vitale per un quadrante che altrimenti ne sarebbe privo, i servizi vanno mantenuti e garantiti di qualità, senza permettere azioni di abbattimenti dei costi tramite l’applicazione di contratti peggiorativi”. La cessione, secondo quanto riferito dai dipendenti, dovrebbe avvenire entro il 15 gennaio 2025 ma ha già iniziato a concretizzarsi nella scorsa primavera, alla fine di un biennio particolarmente critico per il Nomentana Hospital. Anche durante la pandemia, nel 2020, la società era dovuta ricorrere agli ammortizzatori sociali, tramite la cassa integrazione, per 250 dipendenti. Misura poi revocata dopo l’intervento della Regione Lazio.

“Un’ulteriore ingiustizia ai danni dei lavoratori – commenta il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica – avvisati tra l’altro a pochi giorni dalle feste, per le quali contavano, come chiunque, su questa entrata. Ma il discorso è molto più complesso perché si estende a tutta la sanità, dove l’eccessiva privatizzazione sta provocando danni enormi a un sistema che rappresentava un’eccellenza nel mondo. Svalutare il pubblico porta anche a questo purtroppo. Oltre che, spesso, ad una rinuncia alle cure. Ci appelliamo alla Regione perché possa intervenire in tempi rapidi per il corretto ripristino delle normative contrattuali