“Oltre al dolore per le vite che il lavoro spezza ogni giorno di più – 55 a Roma nei primi otto mesi di quest’anno, contro le 35 dello stesso periodo del 2023 – gli infortuni mortali sul lavoro portano alla luce un’altra tragica realtà: dietro un decesso c’è un dispositivo di sicurezza spesso trascurato o addirittura disattivato e c’è poi anche una scarsissima formazione professionale. Stiamo parlando di un mix di cause inaccettabili per un Paese che si professa civile. Spetta alle autorità competenti fare chiarezza su quanto accaduto ieri, ma è altrettanto chiaro a tutti che per interrompere questa catena di lutti è necessario scrivere un nuovo capitolo sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un capitolo che tuteli le persone attraverso investimenti, attraverso accordi che consentano la necessaria formazione, attraverso un salto di qualità che faccia capire una volta per tutte alle imprese che si lavora per vivere, non per morire”. Lo dichiara Alberto Civica, Segretario generale della Uil del Lazio.