“Ieri pomeriggio, presso la Regione Lazio, si è svolto un altro incontro tra gli assessori competenti di Regione e Comune e le Organizzazioni Sindacali sul tema degli aumenti tariffari del Trasporto Pubblico Locale”. Lo dichiarano la Uil Lazio e la Uil trasporti regionale in una nota.
“Apprezziamo l’impegno degli assessori Ghera e Patanè che si sono spesi al fine di trovare soluzioni alternative all’aumento “flat” dei biglietti, ma la situazione rimane molto complessa. Continuiamo a sostenere con forza che quello dell’aumento delle risorse del Fondo Nazionale dei Trasporti destinate alla Capitale rimanga uno snodo cruciale”.
“È prioritario per l’Azienda ATAC e per la Città e la cittadinanza – prosegue la nota – che venga stipulato quanto prima un Contratto di Servizio adeguato a garantire un trasporto quantitativamente e qualitativamente adeguato alla Capitale. Per farlo occorre avere un solido e certo piano economico-finanziario. Ieri sono state prese in considerazione diverse ipotesi che potrebbero garantire l’equilibrio dei conti dell’azienda esercente il trasporto pubblico di linea. Confermiamo la nostra proposta di un costo tariffario differenziato tra residenti e turisti ed auspichiamo che gli impegni economici presi dall’amministrazione regionale si trasformino presto in atti pubblici.
Le lavoratrici ed i lavoratori di ATAC attendono delle risposte, come anche gli utenti. Sono queste le nostre priorità: la buona occupazione, un efficiente servizio ed una azienda in salute, solida economicamente e finanziariamente.
Auspichiamo che Regione e Comune, unitariamente, siano in grado di porre in essere tutti gli sforzi necessari per evitare oneri aggiuntivi strutturali a carico delle persone, soprattutto le più fragili. Come auspichiamo che si possano superare le logiche di parte politica e si possa una forte e compatta opera di pressione sul Governo perchè ripartisca le risorse del Fondo Nazionale Trasporti rispettando l’importanza ed il ruolo della Capitale, soprattutto con il Giubileo alle porte. Si devono trovare ad adottare soluzioni che rispettino il principio costituzionale della proporzionalità, perché per un diritto irrinunciabile e collettivo come quello alla mobilità le comunità devono saper suddividere il carico di contribuzione a seconda delle possibilità. Il tempo non è molto”.