mercoledì, ottobre 18

Lavoro accessorio

LAVORO OCCASIONALE ACCESSORIO (VOUCHER)

Introdotto dal dal d.lgs. n. 276/2003 (art.70-74), si intendono quelle attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare (elevati a 7.000 Euro netti dal Jobs Act).
Il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio avviene attraverso il meccanismo dei ‘buoni’: il valore è comprensivo dei contributi versati nella gestione separata INPS, all’INAIL per l’assicurazione anti-infortuni (7%) e di un compenso al concessionario (Inps).
I compensi complessivamente percepiti dal prestatore non possono superare per il 2015, 5.060 € nette (6.746 € lorde) nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti (per anno solare si intende il periodo 1 gennaio – 31 dicembre).
Le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali e liberi professionisti non possono superare per l’anno 2015, 2.020 € nette (2.693 € lorde) per ciascun committente, fermo restando il limite di 5.060 € nette, (6.746 euro lorde).
Il superamento di questi tre limiti comporta la trasformazione del rapporto di lavoro in uno a tempo indeterminato, con relative sanzioni se le prestazioni accessorie risultano funzionali all’attività di impresa, cioè se sono intercambiabili con quelle di altro personale dipendente. Secondo il Ministero, comunque, l’autocertificazione del lavoratore (che va incontro a conseguenze penali se dichiara il falso) solleva il committente da eventuali sanzioni.