venerdì, giugno 22

Trasferimenti a Verona per i lavoratori romani di Mediaworld

“O chiedi la riduzione volontaria dell’orario di lavoro o sarai trasferito”. Questo in sintesi il ricatto fatto ai 380 dipendenti Mediaworld della Capitale dall’azienda che, nonostante il regime di solidarietà in cui si trovano i lavoratori da mesi, sta facendo partire le prime lettere di trasferimento per coloro che hanno rifiutato il compromesso. Sono oltre settanta attualmente i dipendenti a rischio, molti dei quali per timore di un trasferimento imminente, hanno aderito alla richiesta, passando così dal full time al part time o addirittura al part time ridotto. Per tutti gli altri, la destinazione sarà Verona.

“Esigenze tecnico organizzative e produttive dell’azienda”, l’unica spiegazione ufficiale di Mediaworld. “In realtà si tratta di un vero e proprio licenziamento collettivo – tuona Alessandro Contucci, segretario regionale UilTucs – camuffato da richieste volontarie. Questa situazione inoltre ha prodotto una discriminazione tra chi ha accettato la riduzione oraria e chi no. Qual è la logica per cui se lavori meno, rimani a Roma, altrimenti vai fuori? Noi non abbiamo ricevuto risposte alla domanda e l’azienda non ha rispettato nemmeno la richiesta di tutelare l’occupazione avanzata nei giorni scorsi dalla Regione durante un incontro appositamente organizzato”. Sono cinque attualmente i punti vendita Mediaworld su Roma, dopo la chiusura delle due sedi di Fiumicino e Romanina negli ultimi anni.

“Il rischio– prosegue Contucci – è che Mediaworld stia compiendo con questo atteggiamento unilaterale un atto diretto anche ad aggirare una norma di legge sottraendosi all’obbligo di pagamento del ticket all’Inps per l’accesso alla Naspi. Chiederemo pertanto all’Inps di verificare la possibile elusione e, insieme a Filcams Cgil e Fisascat Cisl, proclameremo lo stato di agitazione nei vari punti vendita”. “Ancora un esodo di lavoratori dalla Capitale – commenta il segretario generale della Uil Lazio, Alberto Civica – si sta verificando un caso al giorno ultimamente. Non è possibile andare avanti così. Ieri Opel, oggi Mediaworld e prima Grandi Stazioni, Italchimici, Sky, Almaviva. La lista è lunga e sembra protrarsi sempre più. Roma ha perso competitività e attrattiva. Altro che strumentalizzazioni sindacali, come ha sostenuto ieri la sindaca relativamente alla nostra manifestazione di protesta. Abbiamo centinaia, migliaia di licenziamenti, lavoratori senza un futuro e altri costantemente in bilico. Certo, un cambiamento questa giunta l’ha prodotto, ma non pensavamo intendessero questo. Bisogna far ripartire la città. A tutti i costi. Noi ci siamo e continueremo a esserci a fianco dei lavoratori”.

 

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