Giù le mani dai centri antiviolenza. I problemi si affrontano sul campo

Dopo lo sfratto alla storica sede della Casa delle Donne di via della Lungara, adesso è la volta di un altro centro che si occupa di violenza sulle donne: il centro Marie Anne Erize del quartiere Tor Bella Monaca. Un quartiere considerato altamente problematico che a breve perderà una delle sue realtà più positive, un centro che, stando a quanto riferito dalla stessa direttrice, accoglie mensilmente almeno una ventina di donne in difficoltà e che ospita al suo interno anche una fornita biblioteca e una sartoria solidale di abiti da sposa che possono essere noleggiati o prestati a chi non ha la possibilità di acquistarli. La motivazione ufficiale del Campidoglio è che i locali sarebbero stati assegnati “provvisoriamente con tipologia d’uso scaduta e non rinnovata”, pertanto andranno riconsegnati al Comune, subito dopo la convocazione del 25 luglio presso la sede del municipio competente.

“Non vogliamo entrare nel merito delle motivazioni, ma ci sembra quanto meno strano questo accanimento nei confronti dei centri che a vario titolo si occupano di violenza contro le donne, agito tra l’altro dalla prima sindaca donna della Capitale – commenta il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – in questo caso parliamo di un quartiere difficile che avrebbe bisogno di punti di aggregazione e sostegno, non certo di vedere chiudere i battenti delle poche realtà costruttive del territorio. Ci sono situazioni e realtà che rappresentano talmente un pubblico interesse da non poter sottostare a provvedimenti e mozioni decise in un’aula ben distante dalle problematiche che in altre sedi si affrontano quotidianamente. Prima la Casa delle Donne, adesso questo. E contemporaneamente un accanimento della politica nazionale contro i migranti. Ci auguriamo di sbagliare, ma ci sembra sia in corso un attacco unilaterale contro gli ultimi. Il sindacato non ci sta. Ci piacerebbe essere convocati in Campidoglio per parlare di politiche del lavoro, di risoluzioni a crisi aziendali, di tutele nei confronti dei lavoratori, degli anziani, dei cosiddetti soggetti deboli di questa città. Nel frattempo, invitiamo la sindaca Raggi a trascorrere qualche giorno presso i centri anti mobbing e stalking della Uil. Le problematiche si affrontano sul campo”.

 

 

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